Riparti da Capo Vegano è bello, ma il segreto è un macello

Commedia noir · 2024 · Francofonte, Sicilia

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La storia

In questo paese le verdure sono vietate.

Marco e Giuseppe Rapaporco sono due fratelli e macellai. Dopo un incidente, Marco si risveglia vegano e mette in crisi il lavoro, il matrimonio e l’intero equilibrio di Francofonte.

Cercando qualcuno capace di comprenderlo, incontra medici improbabili, un sacerdote decisamente poco convenzionale, una misteriosa maga e una comunità clandestina di vegani. Quella che comincia come una commedia assurda si trasforma in un mistero familiare sepolto da venticinque anni.

Ostinato e incapace di ignorare ciò che non torna, Marco diventa l'investigatore della propria famiglia. Fra documenti, travestimenti e identità nascoste, scopre che il passato dei Rapaporco è molto più affollato di quanto abbia mai immaginato.

Riparti da Capo (RDC) mescola ironia, surreale, mistero e sentimento per parlare di identità, accettazione e delle maschere che indossiamo. Nel film, la stessa sigla RDC indica anche il Reddito di Carne.

Le regole di Francofonte

Qui la carne non è soltanto cibo. È legge.

Il paese ha trasformato un’abitudine alimentare in un sistema economico e sociale. Chi non si adegua perde denaro, identità e diritto di appartenenza.

01

RDC

Reddito di Carne

Un sussidio concesso esclusivamente a chi risulta negativo allo SVEGNOC e viene quindi riconosciuto come carnivoro. Può essere speso soltanto nella macelleria del paese: un sistema apparentemente assistenziale dal quale qualcuno ricava enormi profitti.

02

SVEGNOC

Sindrome da VEGano NOn Carnivoro

Un esame del sangue completamente fittizio, inventato come espediente comico. Chi risulta positivo viene considerato vegano e perde il Reddito di Carne; chi risulta negativo viene premiato come carnivoro. Da qui nascono corruzione, falsificazioni e doppie vite.

03

CO.V.A.

COngregazione Vegani Anonimi

Una comunità clandestina che vive ai margini del paese. Di giorno i suoi membri fingono di essere carnivori, comprano carne e incassano l’RDC; di notte mangiano verdure di contrabbando. Una doppia vita destinata, prima o poi, a esplodere.

Il film completo

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I personaggi

Quattro personaggi. Un paese pieno di segreti.

Il cast si allarga

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Volti, ruoli e identità che completano il mondo di Riparti da Capo.

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Armando
Il custode della verità

Armando

Armando è un uomo che non parla e che i fratelli hanno sempre considerato il matto del paese. I suoi atteggiamenti strani nascondono invece un segreto decisivo. Venticinque anni prima, abitando vicino al luogo della tragedia, assiste alla colluttazione tra Rossella e Liborio e alla morte dell’uomo che Marco e Giuseppe chiamavano papà. Quella stessa notte mette per iscritto ciò che ha visto e sentito, conservando il foglio per tutti gli anni successivi. Quando incontra finalmente i fratelli nel momento opportuno, consegna loro la testimonianza. La figura fino ad allora fraintesa diventa così fondamentale per ricostruire il passato. Armando custodisce la memoria dei fatti: proprio chi non può raccontarli a voce restituisce agli altri una verità rimasta sepolta.

La bambola di Giuseppe
La compagnia silenziosa

La bambola di Giuseppe

La bambola di Giuseppe è una presenza quasi a grandezza umana custodita nella sua camera da letto. Apparentemente marginale, contribuisce a definire l’assurdità del personaggio: Giuseppe le parla e la tiene con sé come una compagnia costante. Marco ne approfitta per prenderlo in giro, invitandolo a cercarsi una donna in carne e ossa anziché una figura sintetica. La sua immobilità produce però anche inquietudine e imbarazzo: resta nella stanza come se potesse accadere qualcosa da un momento all’altro. Funziona così da interlocutrice muta, quasi un alter ego di Giuseppe, e da mascotte perturbante del film. Non occorre attribuirle azioni o intenzioni: la sua forza comica e straniante nasce proprio dal fatto che non fa nulla.

Ispettore della PAV
L’infiltrato di Rossella

Ispettore della PAV

L’Ispettore della PAV lavora da tre anni sotto copertura accanto a Rossella. Ai suoi occhi è il braccio destro fidato: partecipa alle estorsioni, riscuote denaro e pizzo e la affianca nei suoi traffici. Per mantenere il ruolo arriva anche a travestirsi da chierichetto insieme a un altro scagnozzo. In realtà collabora con la Commissaria, comunicando segretamente da una cabina telefonica. Rossella osserva i suoi movimenti e una sera lo scopre. Sentendosi tradita, lo tramortisce, lo imbavaglia e lo trasporta in campagna, dove intende ucciderlo. Il personaggio collega direttamente l’organizzazione criminale all’indagine della polizia. La sua copertura, inizialmente utile a raccogliere informazioni, diventa una trappola quando la fiducia di Rossella si trasforma in una condanna.

Andrea
Il piccolo mentore

Andrea

Andrea incontra Marco in un pub dopo che il matrimonio è andato a monte. Il protagonista sta prendendo un caffè quando il bambino richiama la sua attenzione e gli parla di Zorro. Da questo incontro nasce una conversazione sulle maschere e sulle diverse identità che ciascuno porta, con un richiamo a Pirandello e a Uno, nessuno e centomila. Andrea svolge così la funzione di un piccolo mentore: non risolve i problemi di Marco, ma gli offre uno sguardo diverso proprio in un momento di smarrimento. Il suo intervento costituisce una svolta nella riflessione del protagonista. La spontaneità del giovanissimo interprete, di appena quattro anni e pochi giorni, ha inoltre reso Andrea una delle mascotte del film.

Lo scienziato
L’uomo sotto ricatto

Lo scienziato

Lo scienziato si presenta come elettricista, ma quella professione è una copertura. Rossella lo tiene sotto minaccia attraverso il sistema del Reddito di Carne e lo costringe a collaborare ai propri piani. Fingendo di occuparsi degli impianti, installa telecamere nascoste nella camera di Marco e nella sala da pranzo, permettendo alla donna di sorvegliare i fratelli. È lui a occuparsi della componente tecnica del controllo. Riceve inoltre l’ordine di avvelenare l’ostia destinata alla cerimonia del matrimonio tra Marco e Rosita, diventando l’esecutore di una missione criminale imposta. La sua doppia veste non nasconde quindi soltanto una competenza scientifica: mostra come Rossella trasformi la dipendenza economica in obbedienza, costringendo altre persone a partecipare ai suoi crimini.

Commissaria
L’autorità in mezzo al caos

Commissaria

La Commissaria dirige le indagini della Polizia Anti-Vegana. Da tre anni segue Rossella e la macelleria sospetta, quando Marco e Giuseppe arrivano con il materiale che hanno raccolto. Sobria e autorevole, deve gestire due fratelli ingestibili, capaci di trasformare persino un incontro in commissariato in una situazione assurda, anche appoggiando sul tavolo scarpe maleodoranti. Ascolta le loro informazioni e li coinvolge nell’operazione, dotandoli di microspie e telecamere. Coordina il lavoro investigativo, ma non prevede quanto l’imprudenza dei due possa compromettere il piano: Rossella scopre infatti le apparecchiature e smaschera il tentativo. La Commissaria costituisce il contrappeso ordinato alla confusione dei protagonisti: possiede metodo e autorità, ma deve fare i conti con collaboratori decisamente imprevedibili.

Gaia
La custode della Cova

Gaia

Gaia lavora come cassiera nella macelleria dei fratelli RapaPorco. Dietro la vocina delicata e i modi apparentemente innocui, nasconde un carattere ben diverso e l’abitudine di intascare qualche banconota dalla cassa. La sua seconda dimensione emerge nella Cova, la congregazione clandestina dei vegani: qui è una femme fatale decisa e autoritaria, incaricata della custodia e della vigilanza del luogo. Il contrasto tra le due versioni alimenta la comicità e rende imprevedibile il personaggio. In una scena afferra un coltello e sembra che Marco sia ormai in pericolo mortale; invece lo lega soltanto. Gaia incarna il divario tra apparenza e comportamento: la cassiera e la guardiana non sono due persone, ma due facce della stessa donna.

Vicecommissaria
Tra indagini e vecchi rancori

Vicecommissaria

La Vicecommissaria collabora con la Commissaria nelle indagini della Polizia Anti-Vegana. Il suo rapporto con i fratelli, però, precede l’incarico: è stata la fidanzata di Giuseppe. Una sera in discoteca, dopo aver bevuto con Marco, i due si baciano. Giuseppe vive quell’episodio come un tradimento e continua a rinfacciarlo al gemello anche vent’anni dopo, conservando un calendario legato alla donna quasi fosse una reliquia. Nel presente, la Vicecommissaria partecipa alla sorveglianza di Marco, ai pedinamenti e agli ascolti attraverso le apparecchiature dell’indagine. È lei, a un certo punto, ad arrestare i fratelli e portarli in commissariato. Il personaggio intreccia così il versante investigativo con una vecchia ferita sentimentale, ancora viva nel conflitto tra Marco e Giuseppe.

Rosita
Tra realtà e idealizzazione

Rosita

Rosita è la fidanzata di Marco e la sua futura moglie. Dopo il trauma alla testa, lui la sogna in una versione idealizzata, formosa e affascinante, ispirata a Jessica Rabbit. La donna reale ha invece un carattere altezzoso, si irrita facilmente e reagisce con rancore quando Marco, a causa della temporanea perdita di memoria, non la riconosce. Il rapporto si deteriora fino al giorno delle nozze: Marco la vede bellissima, ma decide comunque di rifiutare il matrimonio e fugge. Questa rottura contribuisce alla successiva escalation degli eventi. Le due immagini di Rosita distinguono quindi la persona reale dalla proiezione del protagonista: non due donne diverse, ma la distanza tra ciò che Marco immagina e la relazione che sta vivendo.

Liborio RapaPorco
Il padre adottivo

Liborio RapaPorco

Liborio RapaPorco è lo zio di Marco e Giuseppe, fratello del loro padre naturale. Dopo l’arresto dei genitori, accoglie e cresce i bambini, che imparano a chiamarlo papà. Venticinque anni prima degli avvenimenti del film affronta Rossella, intenzionata a mettere le mani sulla macelleria di famiglia. Durante il confronto lei lo spinge: Liborio batte la testa e muore. Rossella ne assume quindi l’identità, riproducendone il volto con una maschera e contraffacendone la voce. È importante distinguere l’uomo realmente esistito dalla sua sostituta: il Liborio del passato è il padre adottivo dei fratelli; quello che li controlla nel presente è Rossella travestita. La scoperta restituisce ai protagonisti la verità su una figura familiare che credevano di conoscere.

Cartello CO.V.A.
Comunità clandestina

Di giorno carnivori. Di sera vegani.

Nel paese della carne, persino mangiare una verdura può diventare un atto rivoluzionario.

La vera storia della famiglia Contiene spoiler

Nati in carcere. Cresciuti separati.

Nel 1984 i genitori di Marco e Giuseppe vengono arrestati per il commercio clandestino di verdure, mentre Francofonte si trasforma nel paese della carne. I gemelli nascono in carcere. Francesco, futuro Padre Ciccio, nasce dodici ore dopo. I tre vengono separati: Marco e Giuseppe sono affidati allo zio Liborio, mentre Francesco cresce in una comunità religiosa. Rossella, la sorella maggiore, viene consegnata a una parente che la cresce nel rancore.

Venticinque anni prima del racconto, una colluttazione fra Rossella e Liborio termina con la morte dell’uomo. Da quella notte Rossella prende le sue sembianze, controlla i fratelli dall’ombra e prepara un nuovo piano per impossessarsi della macelleria. Sarà l’indagine ostinata di Marco a ricomporre i frammenti della famiglia e a costringere verità e giustizia a incontrarsi.

Dietro il film

Un film artigianale, libero e ostinato.

Il progetto nasce nel 2022 da un’idea di Marco Castiglione, sviluppata con Lorenza Arceri e Giuseppe Morina, e viene completato nell’agosto del 2024. Circa un anno e mezzo di riprese non continuative, fra cambiamenti di cast, riscritture, location da coordinare e una squadra che ha donato tempo ed energie al film.

Prodotto da Robot Studio.

Sceneggiatura Marco Castiglione, Giuseppe Morina e Lorenza Arceri.

2022Nasce il progetto
18 mesiRiprese non continuative
ProsumerAttrezzatura essenziale
2024Completamento e uscita
Robot Studio

Con risorse limitate e attrezzatura prosumer, fra cui una Panasonic GH4 in profilo LOG, Marco Castiglione ha seguito personalmente gran parte della realizzazione: recitazione, regia, montaggio, effetti visivi e sonori. Il film è stato possibile grazie alle persone che hanno donato tempo, energia e fiducia al progetto.

Una produzione Robot Studio

Uno studio, tante storie.

Robot Studio è lo studio di Marco Castiglione: il luogo in cui scrittura, immagini, riprese e montaggio si incontrano per dare forma a un cinema indipendente e personale.

Da qui nascono Cursor, Percursor, Riparti da Capo e L’ombra di mia madre: produzioni diverse, unite dalla stessa ricerca e dalla volontà di portare le storie fino allo schermo.

Radici comiche

Da Franco e Ciccio a Ficarra e Picone

La mimica, gli abiti sopra le righe e l’assurdo del quotidiano nascono dall’amore per la commedia siciliana: da Franco e Ciccio allo sguardo contemporaneo di Ficarra e Picone. Un’ispirazione che abbraccia anche la tradizione teatrale di Tuccio Musumeci e Pippo Pattavina, fra tempi comici, caratteri popolari ed equivoci.

Il nome è già una dichiarazione

Rapa + porco

Rapaporco è il cognome dei fratelli Marco e Giuseppe. Il nome nasce da un aneddoto raccontato da Marco Castiglione: a Buccheri, un macellaio consegnava la carne suonando ai campanelli e dicendo “Rapa!”, cioè “apri” in siciliano. La richiesta di aprire la porta diventava l’occasione per un divertente botta e risposta con chi chiedeva di sapere chi fosse.

Da quel gioco di parole arriva Rapa + porco: “rapa” richiama sia l’invito ad aprire sia l’ortaggio; “porco” aggiunge il maiale. Il mondo vegetale e quello carnivoro si incontrano così nello stesso cognome, prima ancora che cominci la storia.

La locandina ufficiale

Carne, verdure e segreti di famiglia.

Due metà opposte dello stesso paese: da una parte la tradizione carnivora, dall’altra un mondo vegano costretto a nascondersi.

Locandina verticale ufficiale di Riparti da Capo
Il film su Instagram

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Reel

Post e caroselli

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Regia, scrittura e nuovi progetti

Marco Castiglione

Le persone del film

Tempo, energia e fiducia.

Con Marco Castiglione e Giuseppe Morina; e con Rossella Bombaci e Giuseppe Erbesso. Una produzione Robot Studio.

Grazie a Giuseppe Morina, Lorenza Arceri, Giuseppe Erbesso, Rossella Bombaci, Armando Missale, Gaia Failla, Sharon Amato, Chiara Paganello, Santo Paganello, Davide Ferro, Laura Gallo, Concetto Poidomani e alle famiglie Morina e Arceri.

Con il patrocinio del Comune di Francofonte. Un ringraziamento all’allora sindaco Daniele Lentini e a tutte le persone che hanno reso possibile questa avventura.

Un film indipendente ha bisogno del suo pubblico

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La locandina

Locandina verticale completa di Riparti da CapoApri ad alta risoluzione ↗